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martedì 27 agosto 2013

Furoshiki on the road.

Quando ero una bambina, guardavo ammirata mamme, zie e vicine, lavorare a maglia, ricamare e far l'uncinetto. Inutile dire che io, quando mi ci sono cimentata, ho raggiunto traguardi veramente pietosi.
Credo che le mie migliori doti manuali siano il disegno (datemi un pastello e vedrete!) e a livelli discreti la pittura.
Pertanto, fattami convinta dei miei miseri limiti, ho sempre trascurato aspetti interessanti della manualità come ad esempio il furoshiki, il quale, non comparendo nel mio volacobario, poteva tranquillamente essere un piatto di sushi. 
"Per me una zuppa di miso, dell'ebi maki e del furoshiki, grazie". 
Invece no.
Col sushi ha in comune la terra natia, ma si tratta di ben altro!


Navigando su internet ho trovato le sue origini antichissime e capito perchè sia nato proprio in Giappone. Un paese che ha esportato in tutto il mondo il design essenziale di Muji, non poteva che inventare una tecnica così versatile, fantasiosa ed ecologica.
Scendiamo nel dettaglio: per Furoshiki si intende un foulard quadrato (so quanto sia riduttivo definirlo tale, ma non me ne vogliate) che viene avvolto attorno ad un regalo. Ecologico perchè riutilizzabile, non come la nostra carta patinata coi disegnini! (che poi chi la ricicla c'è sempre, ma il segno dello scotch del pacchetto precedente non è mai elegante!)

Così ho chiesto informazioni a Barbara (TangibiliEmozioniDiCarta), la quale, in prossimità del mio viaggio in Sicilia con bagaglio ridotto all'essenziale (e nel prossimo post scoprirete perchè) mi ha suggerito come utilizzare la tecnica del Furoshiki per creare una borsa trasformabile! Wow! I love it!
In questo video Barbara ci insegna ad ottenere una borsa multiuso! Utilissima se vi siete dimenticati a casa la borsa per la spiaggia o se - soprattutto - volete dare un tocco caratteristico al vostro outfit.




"La valigia rimane leggera ma ricca di fascino e versatilità! 
Una di foggia più sportiva, l'altra più vezzosa, magari da personalizzare con charms e spille!" Dice Barbara.


(Grazie Lisa Conti per la foto!!)


 Naturalmente il Furoshiki ha degli impieghi anche più "casalinghi" e sempre attingendo dal blog di Barbara ho trovato questi esempi di mise en place assolutamente deliziosi!





veramente stupendi!

Se volete saperne di più guardate anche questo video!!

Pensate di non avere ancora appreso abbastanza sul Furoshiki? (tranquilli, siamo in due) Per sopperire a questa mancanza, recatevi subito qui, sul sito di Barbara troverete tutte le info necessarie e anche i suoi contatti per organizzare eventuali Furoshiki workshop personalizzati con shooting fotografici.

E infine...se tornando dalle vacanze non sapete come presentare i vostri cadeau agli amici...


Immagino già la mia marmellata di arance in Furoshiki dress!

A prestissimo con nuove news!

L.

mercoledì 21 agosto 2013

Insaziabili collezionisti & amanti dei souvenir.

Credo che il mondo si possa tranquillamente dividere in due sottogruppi: collezionisti e non. 
Io appartengo al secondo, più per pigrizia che per mancanza di spazio,presumo. 
Da bambina le ho iniziate tutte: francobolli, tessere telefoniche, gettoni vari, monete straniere (ancora in Europa ognuno aveva la sua valuta e avere qualche centesimo di Marco o Franco francese per le mani equivaleva a farsi viaggi mentali degni di nota). Zii e vicini di casa contribuivano a modo loro. Una zia, ricordo, fino a un paio di anni fa diede dei francobolli a mia madre per me dicendole:"Chissà ormai com'è cresciuta la collezione!". Ignorava che la suddetta collezione fu interrotta almeno 15 anni fa.
Da ragazzina provai dapprima con le musicassette, poi coi CD, non appena ne usciva uno, raggranellavo i risparmi e lo acquistavo. Poi uscirono gli mp3 e giunsi alla conclusione che comunque i vinili erano molto meglio.

Arrivando brevemente ai giorni nostri credo di aver raggiunto la rassegnazione che posso collezionare solo borse (sono pur sempre una femmina) e libri (ammesso che per i libri si possa parlare di collezione).

Ci sono poi i collezionisti occasionali o amatoriali che raccolgono le conchiglie sulla spiaggia di Bibione e quando tornano a casa o le mettono in una scatola e finiscono nel dimenticatoio o in qualche centrotavola in silver plated fino a che non diventano troppo impolverate e vengono gettate via.

Personalmente adoro le conchiglie, stare su una spiaggia mi fa tornare bambina...ne raccolgo sempre parecchie. Le trovo un vero capolavoro di Madre Natura.
Per evitare di farle finire in pattumiera ecco qualche idea:


Le si può mettere in dei barattoli con un cartellino indicante la spiaggia di provenienza...
O usarle per composizioni in vasi di vetro.



Oppure farci delle ghirlande da appendere fissandole a dello spago o rafia.



O ancora: dei centrotavola originali per cene d'estate e non.



Oppure per dare carattere a delle semplici scatoline.

Quindi, attenzione, se siete in vacanza o se siete già tornati, mi raccomando: trattate bene le vostre conchigliette!

Se invece siete incalliti collezionisti e ovunque voi andiate, qualunque sia la vostra destinazione, pensate sempre a rimpinguare la vostra collezione, date uno sguardo qui...a una che di collezioni se ne intende...

Sibella Court, un mito secondo me, capace di dar rilievo ad ogni oggetto, anche a quello in apparenza più banale:






Sibella colleziona tutto: sassi, scheletri di uccelli e cavallucci marini, conchiglie, carta, pennelli, tessuti, scope, accessori per la toeletta e chissà cos'altro. Leggendo i suoi libri sono rimasta folgorata dalle sue collezioni che riesce ad esporre con vibrante casualità e armonia.






Che voi collezioniate tappeti, farfalle o targhe di metallo, esponeteli in bella vista,  rendete armoniche le vostre composizioni e mettetele sotto gli occhi di tutti!

A prestissimo

L.

















mercoledì 27 marzo 2013

Sì, viaggiare.

No, non sono morta.
Non sono stata rapita dagli alieni né sono caduta in una buca stradale (e quest' ultimo, vi assicuro, è un pericolo reale).
Mi sono presa una settimanina di vacanza, così a marzo, sì, per staccare un po'. :)

Per farmi perdonare vi allegherò una photogallery accuratamente selezionata con ammuore e dedizione degli angoli più belli e interessanti del mio soggiorno. Come dite? Ah volete sapere dove sono stata?

Scopritelo... ;)


...dopo N ore di macchina, arrivare nella Capitale e trovare finalmente congedo dalla neve e dal freddo pungente...




Poi perdersi tra le rovine del Portico d' Ottavia immaginando i tempi che furono...




E visitare quartieri suggestivi come quello ebraico...

Tra l'altro colgo l'occasione per fare la Tripadvisor della situazione e vi segnalo il ristorante Ba" Ghetto dove abbiamo mangiato divinamente (la cucina ebraica tra l'altro non comporta l'uso di latticini, quindi è consigliato anche per gli intolleranti).


Adorabili negozietti con invitanti biscotti come Il mondo di Laura che già per omonimia mi aveva fatto subito ...simpatia? empatia? (giuro che avrei voluto evitare la rima, davvero!!)


...E gelati buonissimi da Bocca di dama, di cui tra l'altro invito a visionare il sito, molto carino e ben fatto.



E poi la Roma by night...

In un attimo è di nuovo mattino, colazione e via, Scalinata di Trinità dei Monti




e Fontana di Trevi, tanto incantevole, quanto superaffollata, però la monetina l'ho buttata ugualmente ;)



Ancora storia...



e poi ciondolare per bancarelle e negozietti...tra i quali ho trovato interessante Fabindia, andate a vedere di che si tratta.

E nemmeno il tempo di riposarsi che subito ci si rimette in viaggio...



Stavolta la meta è Pompei dove storia, tragedia, rovine e malinconia si mescolano in un insieme veramente toccante.




Non ancora stanchi, decidiamo di protrarci ancora più a sud...


in Costiera Amafitana...


E tra Vietri, Maiori ed Amalfi, sono stata investita da colori, vociare, spiagge e mare stupendi, il profumo di salsedine che noi al lago ci sognamo...


e non importa se fa caldo o freddo, ma ci si toglie le scarpe, si arrotolano i jeans sopra la caviglia e si va in spiaggia e il contatto della pianta del piede con la sabbia è a dir poco divino. Naturalmente, come da bambini, si va alla ricerca di sassolini e conchiglie...




Paesini arroccati, portoni aperti, souvenir.

Il bello delle vacanze, per me, è che poi finiscono, sapere che si spalmano su di un tempo determinato me le fa vivere intensamente e per paura di dimenticarmi qualcosa, ne immortalo i luoghi più belli nella mente, nelle foto e negli oggetti che porto a casa. 

E quando mi guardo attorno nella stanza e vedo quel soprammobile, quel quadro che ho acquistato durante un viaggio...beh è come se mi sentissi ancora un po' in vacanza...e i ricordi affiorano delicati...


A presto!

L.